95033 – Descrizione del corso e obiettivi

Il Concilio Vaticano II è stato convocato non per risolvere questioni dottrinali o disciplinari, come di solito era avvenuto per i Concili negli ultimi secoli, ma piuttosto per rispondere alle nuove esigenze pastorali, che i Vescovi percepivano in quel periodo storico. Perciò è stato un Concilio prevalentemente pastorale!

I padri conciliari avevano molto chiaro questo obiettivo e dal punto di vista teologico volevano mostrare il rapporto tra la liturgia e la vita della Chiesa ed il loro desiderio era offrire a tutti i fedeli la possibilità di partecipare attivamente e fruttuosamente perché tutto il popolo di Dio incontrasse il suo Signore.

Per questo hanno posto le basi dottrinali per un dialogo tra celebrazione ed evangelizzazione, proponendo i principi per un percorso di annuncio del Vangelo anche attraverso la liturgia, «culmine e fonte della azione della Chiesa» (SC 10) e avviando un processo che è ancora in via di elaborazione e di sviluppo.

Le prime sette lezioni del corso costituiscono la parte sistematica e offriranno agli studenti le categorie teologiche, anche su base bibliografica, per comprendere la dimensione pastorale della liturgia.

La seconda parte sarà dedicata ai laboratori pastorali e si concentrerà sull’approfondimento di alcuni temi che toccano l’esperienza dei pastori e dei responsabili di uffici liturgici diocesani. Poiché il futuro professore di liturgia forma in genere presbiteri per il ministero della presidenza o laici che sono corresponsabili nell’attività di animazione liturgica, è sembrato opportuno affrontare alcune tematiche che toccano la dimensione celebrativa e l’esperienza pastorale della diocesi. Per farlo, vista la partecipazione di studenti da varie aree del mondo, è necessario raggruppare le zone linguistiche e aiutare ciascuno a confrontarsi personalmente con alcune tematiche, elaborando in gruppo i criteri pastorali per il percorso futuro.

Ciascun incontro è diviso in due parti. Nella prima si offrono alcuni principi e criteri generali per affrontare il tema. Nella seconda parte gli studenti si divideranno in gruppi linguistici e – seguendo uno schema di discussione preparato e consegnato in aula a ciascuno – elaboreranno un breve progetto che tenga conto di quanto esposto in aula. Questa forma seminariale permetterà a ogni studente di acquisire i principi generali e di applicarli alla propria situazione diocesana.

La valutazione si terrà in due momenti. Nel primo, che avrà luogo a dicembre, l’esame si concentrerà sulla prima parte del corso e sulla conoscenza della bibliografia assegnata. Nel secondo si riferirà soprattutto alla dimensione del laboratorio pastorale.

Lo sviluppo del corso tiene conto delle diverse esigenze del gruppo degli studenti. Per questo motivo lo schema di insegnamento potrebbe subire variazioni, che saranno comunicate agli studenti.